Ambiente, il Parlamento si impegna sempre di meno

20.11.2017

Il rating di Alleanza Ambiente conferma il trend degli ultimi anni: anche nel 2017, l’impegno del Parlamento per l’ambiente è diminuito. Il motivo risiede nelle posizioni dei rappresentanti di UDC e PLR, che nel corso di numerose offensive sono riusciti a indebolire molte delle conquiste ecologiche raggiunte, votando spesso a sfavore dell’ambiente.

Nel Consiglio nazionale 2017, solo il 37% delle votazioni esaminate è andato a favore della tutela ambientale (2016: 38 %, 2011-2015: 60%). In media, la sensibilità ambientale di un membro del Consiglio nazionale è scesa al 45,7% rispetto al 46% riportato nel 2016 e al 52% del periodo 2011-2015. Il fatto che il valore medio si mantegna a livelli così bassi è dovuto ai seggi conquistati da UDC e PLR nelle elezioni del 2015 e alle posizioni meno favorevoli all’ambiente espresse nei voti del PLR. Quest’anno risaltano particolarmente le numerose offensive lanciate da UDC e PLR con l’obiettivo di indebolire la tutela ambientale.

Verdi e PS in testa

Per le questioni ambientali, nel Consiglio nazionale Verdi, PS e PdL si posizionano ai vertici (97-99% per tutti e tre i partiti). Seguono PE e PVL (sensibilità alle questioni ambientali rispettivamente all’89% e all’86%). Come nell’ultimo rating, il PPD si è espresso a favore dell’ambiente nella metà delle votazioni esaminate. Il PBD perde il 10% e nelle ultime quattro sessioni non è stato più favorevole all'ambiente del PPD.

Quanto al PLR, se nella legislatura 2011-2015 si posizionava ancora al 27,6%, quest’anno è arrivato solo al 18,5%. Questi risultati mostrano uno spostamento della politica ambientale dei consiglieri del PLR, che rispetto al 2015 si discosta da PPD e PBD per raggiungere le posizioni antiambientaliste dell’UDC. UDC, Lega e MCG ottengono pessime valutazioni (8 - 9%).

Diversità nel Consiglio degli Stati

Nel Consiglio degli Stati colpisce l'ampio ventaglio di comportamenti di voto osservabile all’interno di PPD e PLR. Nel PLR, si distinguono in particolare i deputati Ruedi Noser e Philipp Müller, che si sono pronunciati a favore dell’ambiente nel 40% delle votazioni, mentre il fanalino di coda è il deputato Thomas Hefti del PLR, con una percentuale del 17,5%. Nel PPD, Konrad Graber si posiziona chiaramente in vetta con il 75%, rispetto a Isidor Baumann e Brigitte Häberli-Koller che raggiungono solo il 27,5%. Nelle votazioni selezionate, Robert Cramer dei Verdi e Pascale Bruderer del PS si esprimono a favore dell'ambiente nella totalità dei casi (valore massimo, 100%).

Contatti

  • WWF Svizzera: Susanna Petrone, responsabile della comunicazione, 076 552 18 70, susanna.petrone@wwf.ch
  • ATA Associazione traffico e ambiente: Matthias Müller, responsabile Public Affairs, 079 757 00 91, matthias.mueller@verkehrsclub.ch
  • Greenpeace Svizzera: Anne Voigt, responsabile Politica, 076 759 24 84, anne.voigt@greenpeace.org
  • Pro Natura: Sarah Pearson Perret, segretaria per la Svizzera romanda, 079 688 72 24, sarah.pearsonperret@pronatura.ch

Rating ambientale dell’Alleanza Ambiente

Ogni anno, Alleanza Ambiente (Greenpeace, Pro Natura, ATA e WWF), prendendo in esame una serie di consultazioni, analizza i voti dei parlamentari per valutarne l’orientamento ambientalista. Un team di esperti provenienti da diverse organizzazioni ambientaliste definisce le votazioni rilevanti; la scelta tiene conto degli obiettivi chiave delle organizzazioni. L'elenco delle votazioni è presente sul sito www.umweltrating.ch.

Calcolo: nel calcolo del rating ambientale, ogni comportamento di voto pro ambiente dà un punto a favore, mentre un voto contrario dà un punto negativo. Astensioni e assenze danno ciascuna mezzo punto a favore. Le assenze giustificate e la presidenza del Consiglio non vengono considerate nel calcolo.

I singoli membri presenti da un tempo molto breve nel Consiglio non sono sottoposti a rating. Tuttavia, il loro comportamento di voto sarà incluso nel calcolo della media del partito.

Per il Consiglio degli Stati, il rating è stato effettuato per i primi due anni della 50a legislatura, per consentire di esaminare un numero sufficiente di voti.