Premesse

Minacciata la diversità biologica: le «foreste pluviali europee» stanno male
Ruscelli e fiumi naturali fanno parte dei biotopi svizzeri con la maggior diversità biologica. Sotto il livello dell’acqua infatti vivono moltissime specie animali e vegetali. Ma anche laddove, in un fiume naturale, terra e acqua si incontrano formando banchi di ghiaia, vecchi rami del fiume, zone umide e foreste golenali vengono a crearsi numerosi spazi vitali su una superficie ridotta. Questi preziosissimi habitat, tuttavia, sono oggi rari. Il 90% delle foreste golenali di un tempo non esiste più. Le deviazioni dei fiumi su superfici estese al fine di bonificare terreni e proteggere dalle piene sono infatti avvenute a scapito delle foreste golenali.
Ma anche lo sfruttamento intensivo dei fiumi svizzeri per la produzione di energia elettrica ha ripercussioni negative sulla flora e sulla fauna. Le tre principali minacce per la diversità biologica dei nostri corsi d’acqua sono rappresentate dalla cementificazione, dai deflussi minimi insufficienti nonché dai mutamenti repentini dei deflussi dovuti ai rilasci delle centrali.

Cementificazione: un rigido corsetto
Il 25% dei corsi d’acqua scorre invisibile all’interno di tubazioni di cemento o in letti artificiali. Le ritenute ostacolano la migrazione dei pesci e di altri animali. Togliendo ai ruscelli lo spazio di cui hanno bisogno, si ostacola la formazione di strutture naturali. Così facendo i ruscelli scorrono monotoni, compromettendo l’esistenza di molte specie.
Promuovendo circa 50 progetti di rinaturazione in tutta la Svizzera, Pro Natura si adopera affinché ai fiumi e ai ruscelli sia restituita parte della loro libertà.

Deflussi minimi: le centrali elettriche non rispettano le disposizioni di legge
La legge sulla protezione delle acque prevede che, in caso di sfruttamento dell’energia idraulica, nel fiume venga lasciata una quantità minima di acqua, il cosiddetto deflusso minimo o deflusso residuale. Per legge, pertanto, le centrali devono rinunciare a parte dell’energia elettrica potenziale e lasciare nell’alveo una quantità minima assoluta di acqua necessaria a piante e animali. A dispetto di tale obbligo, tuttavia, molti tratti continuano ad essere completamente prosciugati, poiché l’applicazione della legge e il risanamento dei corsi d’acqua tardano ad essere realizzati.
Pro Natura si adopera affinché le leggi vigenti non restino lettera morta, e affinché alle specie animali e vegetali sia restituita la loro risorsa di vita: i corsi d’acqua.

Mutamenti repentini dei deflussi: letali per gli organismi acquatici
Lo sfruttamento di fiumi e ruscelli per la produzione di energia idroelettrica ha gravi conseguenze per gli organismi acquatici. Le centrali che producono energia elettrica grazie a bacini d’accumulazione rilasciano quantità d’acqua fortemente variabili nei fiumi a seconda della domanda di elettricità e del prezzo dell’energia. In tal modo esse provocano importanti oscillazioni quotidiane dei deflussi. Le ondate di piena artificiali avvengono molto rapidamente con conseguenze catastrofiche per gli organismi acquatici che vengono letteralmente trascinati via dalla corrente. Nei momenti di portate ridotte, invece, pesci e piccoli organismi rischiano di arenarsi sulle sponde prosciugate dell’alveo.
Pro Natura si adopera affinché le piene e le magre artificiali siano regolamentante ai sensi di legge in modo da consentire la sopravvivenza delle specie animali e vegetali.