Lupo © Laudo Albrecht

Nuova revisione della legge sulla caccia: il “compromesso lupo” in breve

20.01.2022

Il 18 gennaio 2022, la Commissione dell’ambiente, della pianificazione del territorio e dell’energia del Consiglio nazionale (CAPTE-N) ha approvato la nuova iniziativa della commissione omologa del Consiglio degli Stati concernente la gestione del lupo. In seguito a intense discussioni, le associazioni ambientaliste e i gruppi d’interesse legati all’agricoltura, alla selvicoltura e alla caccia (“stakeholder”) hanno raggiunto un compromesso. Ecco la nostra analisi.

In seguito alla bocciatura popolare della revisione della legge sulla caccia (LCP) il 27 settembre 2020, le organizzazioni coinvolte hanno cercato una soluzione comune, per mettere fine all’inutile controversia sul lupo. In seguito a numerosi e talvolta accesi momenti di discussione, si è arrivati a definire un compromesso accettabile per tutti i gruppi d’interesse. Sebbene tra le organizzazioni rimangano divergenze anche notevoli, grazie a questo compromesso sarà possibile placare i conflitti politici e mediatici. 

Oltre a Pro Natura, le organizzazioni coinvolte sono l’Unione svizzera dei contadini (USC), la Società svizzera di economia alpestre (SSEA), il Gruppo svizzero per le regioni di montagna (SAB), la Società forestale svizzera (SFS), CacciaSvizzera, BirdLife Svizzera, il Gruppo Lupo Svizzero (GLS), e WWF Svizzera. Tutti si dichiarano favorevoli a questo compromesso.

Il compromesso

Le organizzazioni coinvolte sono a favore di una revisione semplificata e rapida della LCP che tenga conto delle legittime preoccupazioni di tutte le parti, ovvero: una maggiore flessibilità nella gestione del lupo, condizioni sicure che permettano di preservarne le popolazioni, una migliore protezione del bestiame, una maggiore considerazione della rigenerazione naturale del bosco e del ruolo che vi svolge il lupo, così come altre misure in favore della biodiversità.

Le conseguenze concrete per il lupo

Per evitare probabili danni significativi e prevenire qualsiasi pericolo concreto per gli esseri umani, in futuro sarà possibile intervenire più rapidamente nella regolazione del lupo. Si tratta quindi di introdurre uno strumento di regolazione preventiva. Nel contempo, saranno però preservate le popolazioni regionali di lupo, verrà considerato l’influsso di questo animale sulla rigenerazione naturale del bosco e, prima di tutto, verrà concretizzata una protezione ragionevole del bestiame.

Il compromesso rende quindi più flessibile la gestione del lupo e crea ulteriori possibilità di regolazione, senza però mettere in pericolo le popolazioni di lupi né a livello nazionale né regionale e senza autorizzare a sparare in modo generalizzato. Siccome gli effettivi regionali devono essere preservati, e siccome il lupo è finora assente dal 90% del territorio nazionale, il compromesso non ne limita l’espansione. 

Il lupo si diffonderà in altre parti della Svizzera, ma le popolazioni regionali potranno essere regolate in modo tale che i danni al bestiame non siano intollerabili. La definizione dei criteri di regolazione e l’autorizzazione della stessa rimangono di competenza della Confederazione e non dei Cantoni. Il lupo resta una specie protetta che non può essere cacciata, e un intervento sulle sue popolazioni è possibile solo alle condizioni menzionate. Rispetto alla revisione della LCP respinta dal popolo, vengono mantenute le condizioni supplementari per la regolazione del lupo.

Questo compromesso è la soluzione migliore per il lupo e sostiene maggiormente l’agricoltura: da un lato è accettato meglio dalla società e dall’altro prevede aiuti e compensazioni finanziarie supplementari non comprese nella versione della legge che è stata rifiutata. 

E adesso?

Le organizzazioni coinvolte sono d’accordo sul fatto che una nuova revisione della legge sulla caccia debba basarsi su un compromesso e non debba violarne il quadro chiaramente definito. In caso contrario, l’ampio sostegno a una nuova revisione verrebbe a cadere e la guerra politica ricomincerebbe. I primi segnali della CAPTE-N sono promettenti, ma il processo è comunque ancora agli inizi.

Nel compromesso raggiunto dalle organizzazioni del settore agricolo, forestale, della caccia e della protezione della natura si parla di regolazione preventiva del lupo. Di cosa si tratta? Lo scopo è quello di evitare probabili danni significativi e di mantenere le popolazioni regionali di lupo a un livello tollerabile per l’allevamento, tenendo comunque conto dell’importanza del lupo per la rigenerazione del bosco. La regolazione preventiva permette anche di escludere qualsiasi pericolo concreto per l’essere umano. Tuttavia, essa è possibile solo se prima sono state messe in atto misure di protezione ragionevoli e se l’esistenza della popolazione regionale di lupo non è minacciata. La protezione del bestiame deve essere rafforzata.