Airone cenerino © Simon Trinkler/Pro Natura

No a un pericoloso allentamento della Legge sulla caccia!

La revisione della Legge sulla caccia (LCP) è inaccettabile e mette a repentaglio la protezione delle specie nel loro insieme. Votate NO il 27. Settembre – la natura ve ne sarà grata!

Il Parlamento è partito per la tangente durante il dibattito sulla fauna selvatica in Svizzera e sulla sua influenza sulle attività umane: il lupo è diventato un brutale assassino, il castoro un costruttore di pericolose dighe all’origine di inondazioni e la lince un invisibile perturbatore della pace. Dietro il termine appartentemente innocuo di «regolazione» si cela il reale intento del Parlamento: abbattere gli animali selvatici protetti non appena infastidiscono l’essere umano.

Referendum riuscito

Pro Natura, BirdLife Svizzera, Gruppo Lupo Svizzera, WWF Svizzera e zooschweiz hanno lanciato un referendum e raccolto nelle prime sette settimane più di 70’000 firme, diventate poi 100’000 il 13 gennaio 2020, giorno in cui sono state depositate presso la Cancelleria federale (65’000 firme certificate).

Abbattimenti à la carte

Il dibattito parlamentare sulla LCP è stato essenzialmente incentrato sulla lista delle specie protette «regolabili»: per il momento è previsto solo l’inserimento del lupo, oltre allo stambecco. Tutte le altre specie protette oggetto di accesi dibattiti, come il castoro, la lince o l’airone cenerino, non vi figurano. Non ancora. Al bisogno, il Consiglio federale potrà però sempre adeguare tale lista senza consultare né il popolo né il Parlamento. Richieste in questo senso sono già state avanzate nel corso del dibattito parlamentare.

La natura ha bisogno di tutte le specie

L’inestimabile utilità degli animali selvatici indigeni tornati nei loro territori d’origine è stata invece totalmente ignorata. Come quella del castoro, di nuovo presente in Svizzera solo da una sessantina d’anni. Con le sue dighe, questo roditore crea nuovi habitat preziosi per molte specie di pesci, anfibi, uccelli, insetti e piante.

Anche i grandi predatori rivestono un ruolo fondamentale nel nostro ecosistema. Senza la lince e il lupo, i cervi, i caprioli, i camosci e i cinghiali si diffondono in modo incontrollato. Il bosco è esposto a una pressione sempre maggiore e i danni provocati dagli ungulati ne ostacolano la rigenerazione. I cacciatori da soli non riescono a contenere gli effettivi a un livello sostenibile, per cui si rendono necessarie controverse cacce di contenimento.

La svolta politica all’origine della revisione della LPC è giunta con il lupo. Come reagire quando un lupo sbrana animali da reddito o si avvicina a un centro abitato? Che in quest’ambito sussistano problemi e sfide è noto da tempo, ma le soluzioni ci sono. Le pecore e altri animali da reddito hanno bisogno di una protezione delle greggi professionale. La Legge in vigore consente comunque già oggi di abbattere singoli «lupi problematici» e persino di decimare un branco: nell’estate 2019, il Cantone dei Grigioni ha abbattuto con l’autorizzazione della Confederazione tre giovani lupi del branco del Beverin. È importante tenere presente che, dal suo ritorno spontaneo in Svizzera, non è mai capitato che un lupo minacciasse, ferisse o uccidesse una persona.

La nuova LPC è stata trasformata in una legge per l’abbattimento, l’aspetto della protezione è stato completamente ignorato dal Parlamento. Persino specie a rischio di estinzione possono ancora essere cacciate. La lepre comune, la pernice bianca e la beccaccia necessitano urgentemente di una protezione incisiva, invece restano cacciabili per ragioni di svago. La nuova legge non solo è un’occasione persa, ma va anche contro la Costituzione federale.

Per tutti questi motivi Pro Natura si battono contro una legge assolutamente inaccettabile. Un no apre la via a una revisione moderna e rispettosa della natura. 

Maggiori informazioni al sito dell’associazione promotrice

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