Riccio tra l’erba Vladimir Ya
05.01.2026 L’animale dell’anno

Il riccio è l’animale dell’anno 2026

Il riccio europeo (Erinaceus europaeus) è uno degli animali selvatici più amati in Svizzera, eppure trova sempre meno habitat adatti a lui. Eleggendolo animale dell’anno, Pro Natura lancia un appello affinché ciascuno di noi e la politica si impegnino in favore di più natura anche all’interno di comuni e città.

Quando si sente minacciato, si chiude a palla e confida che la sua corazza pungigliosa lo protegga. Questa strategia funziona con la volpe, ma non è granché utile quando le foglie morte che gli servirebbero per il rifugio invernale vengono rimosse, quando un’auto incrocia il suo cammino di notte o quando vengono a mancare le prede da cui dipende. La buona notizia è che tutte e tutti possono aiutare l’animale dell’anno 2026 ad affrontare le sue sfide quotidiane. 

Presente dai primordi, oggi cerca casa 

Il riccio è presente sul territorio dell’odierna Svizzera da circa 20’000 anni. Per millenni ha trovato nelle aree agricole diversificate quello che gli serviva per vivere, ossia un paesaggio ben collegato con piante di media altezza, insetti e vermi a sufficienza. Nell’ultimo secolo, il suo ambiente di vita originario è mutato radicalmente: le siepi, le cataste di rami e i mucchi di foglie si sono fatti sempre più rari, i torrenti sono stati incanalati in tubi sotterranei e le coltivazioni sono diventate sempre più intensive. Tutto questo ha privato il pacifico insettivoro di gran parte del suo habitat all’interno delle zone agricole. 

Il carosello dell’amore 

Il riccio ha trovato un ambiente sostitutivo nei giardini e nei parchi dei comuni e delle città. Se questi sono gestiti in modo da favorire la biodiversità, nelle tiepide serate primaverili è possibile sentire i suoni del «carosello del riccio»: durante il suo peculiare rituale di corteggiamento, il maschio gira rumorosamente attorno alla concupita finché questa non resta ferma, appiattisce gli aculei e acconsente così all’accoppiamento. Dopo una gravidanza di circa 35 giorni, vengono al mondo in media quattro–cinque piccoli. Alla nascita, i loro aculei sono morbidi e nascosti sotto la pelle. Accuditi unicamente dalla mamma, dopo sole cinque–sei settimane sono già autonomi e devono cavarsela da soli. A quel punto la parola d’ordine è mangiare, mangiare e ancora mangiare per riuscire a superare i mesi invernali. 

Più insetti, più ricci 

Nonostante assaggi quasi tutto quello che gli finisce davanti al musetto appuntito, il riccio è in grado di metabolizzare soltanto cibo animale. La sua alimentazione è specializzata in insetti e la loro carenza nella stagione fredda lo costringe a un lungo letargo. Purtroppo questa scarsità si sta estendendo sempre più sull’arco dell’intero anno, dato che la moria di insetti si fa evidente pure nei giardini e nei parchi. Senza contare che vivere nei pressi degli esseri umani comporta altri pericoli, spesso letali, per l’animale dell’anno 2026, come le automobili, i tosaerba e un eccessivo senso dell’ordine che lo priva di rifugi appropriati. 

E pensare che suscita grande simpatia e tenerezza. Pochi altri animali selvatici godono della stessa popolarità. Numerose organizzazioni e persone si adoperano in favore del riccio, eppure dal 2022 è classificato come «potenzialmente minacciato» in Svizzera e dal 2024 nell’Unione europea. Questo dimostra che per invertire la tendenza all’estinzione delle specie serve l’aiuto di tutti. Il nuovo progetto BONJOUR NATURE, che Pro Natura lancerà nel marzo del 2026 a livello nazionale, sosterrà coloro che desiderano avere un giardino naturale. Al contempo, l’organizzazione di protezione della natura si impegna sul campo e in politica contro la moria di insetti e per più natura ovunque, anche all’interno degli insediamenti. 

Maggiori informazioni: 

Contatto: 

  • Serena Britos Wiederkehr, Direttrice Pro Natura Ticino, tel. 091 835 57 67, 076 675 22 23, @email

 

Giardini naturali che piacciono anche ai ricci: consulenze, certificazioni ed event
Nel marzo del 2026 Pro Natura lancerà a livello nazionale il suo progetto BONJOUR NATURE volto a promuovere i giardini naturali per avere più natura nei comuni e nelle città. L’offerta include consulenze, certificazioni e giornate di porte aperte nei giardini che si sono aggiudicati una o più farfalle. Chi desidera una consulenza gratuita può inserirsi sin d’ora nella lista d’attesa per essere informato/a via e-mail non appena saranno aperte le iscrizioni: Iscrizione.