Comunicato stampa

L’Animale dell’anno 2013 è il rospo ostetrico

03.01.2013

Anfibio dalle abitudini eccentriche, il rospo ostetrico sta drammaticamente declinando. In soli 25 anni, quasi la metà della sua popolazione è scomparsa. Nel nostro paesaggio prosciugato e banalizzato non trova più il suo habitat. Eleggendo ad Animale dell’anno 2013 il rospo ostetrico, Pro Natura vuole attirare l’attenzione sulle sempre più difficili condizioni di sopravvivenza degli anfibi. 14 delle 20 specie di anfibi in Svizzera sono minacciate.

 

In Svizzera, il rospo ostetrico (Alytes obstetricans) è diffuso soprattutto nelle regioni collinari dell’Altipiano, nel Giura e nelle Prealpi, ma è assente al Sud delle Alpi. Negli ultimi 25 anni ha subito una drammatica regressione e quasi la metà delle popolazioni è scomparsa. La causa principale è la distruzione e la trasformazione dei suoi habitat. I corsi d’acqua sono stati imbrigliati, le zone umide prosciugate, i prati drenati, le superfici impermeabilizzate, i mucchi di pietra sgomberati. Il rischio d’estinzione non incombe però solo su questo rospo: 14 delle 20 specie di anfibi in Svizzera sono minacciate. Con l’elezione del rospo ostetrico ad Animale dell’anno 2013, Pro Natura intende richiamare l’attenzione sulla difficile situazione in cui si trovano gli anfibi indigeni e invita a conservare le acque e gli habitat terrestri adatti agli anfibi e a creare nuovi biotopi idonei.

 

Il papà levatrice

Il rospo ostetrico è un animale discreto. Di solito si nota la sua presenza solo per il suo caratteristico richiamo squillante che, se eseguito in coro, evoca il lontano tintinnio di campanelli. Un canto così delicato non può che appartenere a un altrettanto grazioso animaletto. La sua lunghezza si aggira tra i 3.5 e i 5 centimetri e ha due grandi e scintillanti occhioni dorati. Le sue abitudini sono uniche tra le specie di anfibi indigene. In effetti, è il solo anuro indigeno (vedi riquadro) ad accoppiarsi sulla terraferma senza deporre le uova in acqua. Il maschio infatti si avvolge i cordoni gelatinosi di uova fecondate attorno al tarso e se li carica in groppa per tre fino a sei settimane.

 

La scomparsa degli habitat mette a rischio l’Animale dell’anno 2013

Le larve del rospo ostetrico si adattano ai più disparati ambienti acquatici, da acquitrini a stagni e laghetti fino a tratti a scorrimento lento di ruscelli e fiumiciattoli. Essenziale per la sopravvivenza del rospo ostetrico è però la presenza di un habitat terrestre adatto in prossimità dell’acqua. Come dimora, privilegia le scarpate esposte al sole con suoli morbidi e adatti allo scavo. Durante il giorno questi animali notturni si rintanano in cavità scavate da loro stessi o in tane di topi, tra e sotto i sassi. Talvolta si rifugiano anche in muri a secco con molte fessure, mucchi di sabbia, cataste di legno o aiuole. Pro Natura si impegna attivamente  con numerosi progetti pratici per gli anfibi minacciati della Svizzera.

 

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Il rospo ostetrico è un anuro

L’Animale dell’anno 2013 è diffuso nell’Europa occidentale, dal Portogallo alla Germania orientale. In Svizzera è presente unicamente sul versante settentrionale delle Alpi sotto i 1650 m s. m. Il suo menu comprende ragni, coleotteri, larve di mosche, aselli, lumache, vermi e millepiedi. Da ottobre a marzo circa, i rospi ostetrici vanno in letargo. Come gli altri rospi, le rane e gli ululoni fanno parte degli anuri. Gli anuri formano assieme agli urodeli - che comprendono i tritoni e le salamandre - la classe di vertebrati degli anfibi. A questa classe appartengono anche gli apodi tropicali, che esternamente assomigliano a grandi lombrichi. Spesso si usa designare come «rane» gli anuri con una pelle piuttosto liscia e umida e come «rospi» quelli con una pelle più secca, verrucosa e un aspetto più tozzo. Non si tratta tuttavia di una distinzione scientifica. In Svizzera, il rospo ostetrico è considerato gravemente minacciato. Negli ultimi 25 anni è scomparsa quasi metà dei suoi popolamenti. Pro Natura si impegna con progetti di protezione della natura e l’informazione pubblica per la sopravvivenza del rospo ostetrico in Svizzera.

 

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Agli anfibi in Svizzera manca l’acqua

Gli anfibi come il rospo ostetrico fanno parte dei gruppi di animali più gravemente minacciati del nostro Paese. Gli anfibi necessitano di biotopi acquatici. Ma il tanto decantato «serbatoio d’acqua Svizzera» è oggi sull’orlo del prosciugamento. I fiumi sono canalizzati, i ruscelli intubati, gli stagni e gli acquitrini bonificati, i prati umidi drenati. In totale sono state prosciugate nove zone umide su dieci. Particolarmente rare sono ormai le acque lentiche temporanee che costituiscono un paradiso per le specie rare di anfibi in quanto solitamente non vi sono presenti pesci e larve di libellule, loro predatori. Ma vi sono anche altri fattori che rendono la vita difficile agli anfibi: nel nostro paesaggio intensamente sfruttato mancano rifugi per questi animali, molte zone idonee alla riproduzione sono isolate, in acque naturalmente non piscicole vengono immessi pesci, gli anfibi sono schiacciati dalle automobili, avvelenati da pesticidi o fertilizzanti minerali oppure decimati da una nuova micosi. Il problema principale per la sopravvivenza degli anfibi rimane però il paesaggio prosciugato della Svizzera.

 

 

Dossier completo sull’Animale dell’anno 2013:

www.pronatura.ch/animale-dell-anno

 

Foto in qualità di stampa:

www.pronatura.ch/foto-per-la-stampa

 

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